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    Imu e Tasi, le sanzioni per il ritardato pagamento

    19/06/2017

    Venerdì 16 giugno i proprietari di prime abitazioni di lusso e di seconde case hanno dovuto versare l'acconto IMU e TASI. Ma che succede se non si è ancora pagato quanto dovuto? La risposta è semplice: si va incontro a sanzioni per il ritardato pagamento, il cui importo varia a seconda del tempo impiegato per sanare la propria posizione con il Fisco. 

    Ricorrendo allo strumento denominato come "ravvedimento operoso", il contribuente ha un anno di tempo per versare quanto dovuto con un importo maggiorato con gli interessi e le sanzioni dovute. Vediamo come funzione questo strumento.

    COME FUNZIONA

    Lo strumento del ravvedimento operoso prevede il pagamento oltre che della somma dovuta anche di sanzioni e interessi, che dipenderanno dal ritardo con cui verranno versati gli importi. In particolare ci sono quattro diversi tipi di ravvedimento.

    Ravvedimento sprint - per un ritardo fino a 14 giorni si calcola una sanzione pari allo 0,2% al giorno fino a un massimo del 2,8% per 14 giorni di ritardo più gli interessi (dal 1º gennaio 2015 il tasso di interesse annuo è stato fissato allo 0,5%).

    Ravvedimento breve - per un ritardo dal 15º fino al 30º giorno, la sanzione da applicare sarà pari al 3% più gli interessi da calcolare (aliquota dello 0,5% annuo).

    Ravvedimento medio - si applica dopo il 30º giorno e fino al 90º e prevede una sanzione fissa del 3,33% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.

    Ravvedimento lungo - ritardo dal 31º giorno fino a un anno. La sanzione è del 3,75% più gli interessi, da calcolarsi al saggio legale annuo dello 0,5%

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